La formazione continua è la risposta più efficace al crescente bisogno di conoscenza personale e professionale imposto dai progressi tecnologici e culturali.

Non si tratta solamente di frequentare corsi specifici in ambiente di lavoro, ma soprattutto occorre avere un approccio personale di curiosità e approfondimento nei confronti del mondo che ci circonda.

Da qui la volontà di Siamo Tutte Start Up di offrire spunti di riflessioni e soluzioni teoriche e pratiche ai problemi e dilemmi quotidiani.

CAPIRE L'ECONOMIA IN SETTE PASSI. Persone, mercati e benessere

di Leonardo Becchetti, Minimum Fax, 2016, pag. 132

 

Una lettura di valore per capire in modo semplice i meccanismi della economia. Una chiave di lettura lungimirante per  una differente visione del modello classico di impresa quale luogo di incontro di portatori di interessi “allargati”.

L’equilibrio dinamico di una economia circolare dove impresa, istituzioni, voto con il portafoglio e socialità possono coesistere per produrre “buoni numeri”.

SEI UN GENIO. LA RIVOLUZIONE DEGLI ARTIGIENI, ARTIGIANI E LAVORATORI DALLE IDEE GENIALI

di Giampaolo Colletti, HOEPLI, 2017, pag. 166

 

Da Artigiani a Artigeni, ovvero i nuovi Archimede del fare bene.Storie di imprese vissute, di piccole imprese vissute, dove la apertura alle nuove tecnologie coniuga la artigianalità con l’utilizzo dei social come strumento per fare impresa. Storie che raccontano di piccole imprese vissute con passione, con cura, con dedizione: imprese laddove si assiste anche all’incontro ed alla felice convivenza di generazioni diverse e dove il passaggio generazionale è visto ed affrontato come opportunità strategica per trasmette la “conoscenza” a rinforzo delle singole abilità funzionali allo sviluppo delle competenze. È un libro pratico dove si trovano diversi strumenti operativi raccontati da imprenditori che hanno creato il proprio modello di business attraverso la ricerca della propria competenza distintiva.

Tutto per tutto. Come ho fatto rinascere l'azienda che mi aveva licenziato e ho assunto i miei ex colleghi

di Enzo Muscia, ROI Edizioni, 2018, pag. 176

Cosa fa scattare il “divenire” imprenditore da parte di un dipendente? È una domanda che mi sono posto nella lettura della vicenda di Enzo Muscia e che, durante la mia attività professionale, mi si è posta dinnanzi più di una volta. Quali sono gli ingredienti che consentono un salto quantico di questa portata?
Penso che sia un po’ come parlare del talento: si nasce o si può “far nascere”? Credo che si nasca con il talento ma serva una alimentazione continua, sistematica per poterlo alimentare e metterlo al servizio degli altri. Così ritengo sia l’essere imprenditore, un po’ si deve nascere per “vocazione” (magari per l’appunto come nel caso di Enzo – tardiva – ) ma ce la devi avere già presente nel tuo dna: il passaggio successivo è coltivarla, farla crescere, accudirla, giorno per giorno. E in questo processo la formazione personale deve essere una presenza costante per far germogliare senza soluzione di continuità la straordinaria “pianta” che si chiama impresa.

Grazie del Feedback. L'arte di dare e ricevere feedback per migliorare la performance individuale e di gruppo

di Andrea Laudadio e Francesco Nicodemo, Franco Angeli Edizioni, 2017, pag. 176

Se non si può non comunicare (anche il silenzio è comunicazione. E che comunicazione!), il feedback è il riassunto di tutte le difficoltà e opportunità che la comunicazione porta con sè.

Conoscere come dare e ricevere feedback attraverso 100 brevi post di approfondimento, in  un libro agile e piacevole da leggere, che analizza il potenziale del feedback per conoscere se stessi e rapportarci con gli altri.

Utile per applicare nella vita privata, negli ambienti di lavoro e nelle relazioni interpersonali accorgimenti per raggiungere una comunicazione efficace e positiva.

L'altro modo di redigere il business plan. Dall'approccio «revenues driven» a quello «cost driven»

di Michele Giorni e Ivan Fogliata, Mind Edizioni – InFinance, 2018, pag. 184

C’è uno strumento che consente all’imprenditore di “pesare il futuro” delle proprie iniziative imprenditoriali, sia nella fase di startup che in quella della progettazione di un semplice investimento quanto piuttosto di valutare l’impatto di decisioni topiche (si pensi agli effetti sul business di una riduzione del prezzo di vendita piuttosto che a assunzioni di nuovo personale): questo strumento si chiama Business Plan.

Il Business Plan non rappresenta la “fabbrica dei sogni”; non serve per gli “altri” – i così nominati “terzi” – ma serve in primis per te, imprenditore, per “vedere il futuro delle tue azioni/non azioni”.

Fra le tante, c’è una domanda che spicca su tutte e che deve sempre presiedere al governo della tua impresa: quanti ricavi, data la struttura di costi/risorse a disposizione, devo conseguire (e aggiungiamo anche incassare) per dare copertura agli impieghi fissi della mia azienda?

Vista la velocità della dinamica economica, possedere questo strumento rappresenta un sicuro vantaggio competitivo perché spesso, il presente è già ….. passato.

 

Alice: Per quanto tempo è per sempre?

Bianconiglio: A volte, solo un secondo.

Arricchirsi con onore. Elogio del buon imprenditore

di Benedetto Cotrugli, Rizzoli, 2018, pag. 192

Scoprire un testo del 1458, “l’arte della mercatura” che parla di impresa è straordinario, soprattutto se più ci si addentra nella lettura e, socchiudendo gli occhi, appare la sorprendente a – temporalità dello scritto.
Ancora più di attualità è l’occhiello “Arricchirsi con onore. Elogio del buon imprenditore”.
Affascina, coinvolge, ti entra dentro obbligandoti a dare una risposta agli interrogativi che pone, non lascia spazio alla retorica, investe in modo totalizzante il fare impresa, la eleva ad “Arte”, dove il business si fonde con la cultura, la conoscenza e il sociale. Il tutto nel rispetto dell’eticità imprenditoriale.

La Giusta Dimensione. Storia di un’impresa che ha saputo evolvere senza perdere di vista valori e persone

di Andrea Bettini, Franco Angelo Editore, 2018, pag. 128

La crisi esplosa nel 2008 ha dimostrato i limiti del capitalismo orientato unicamente al profitto e portato al collasso dalla cupidigia che aveva esso stesso alimentato.
Allora qualcuno aveva detto che eravamo finiti in “no map territory” ed è iniziata la ricerca di nuovi sentieri. Come spesso accade, è nella frontiera degli Stati Uniti d’America, dove si sperimentano i problemi ma velocemente vengono trovate le soluzioni, che nasce la B Corp che è la più convincente delle soluzioni alla crisi di valori e che traccia un sentiero di mezzo tra la cupidigia del profit e la non sostenibilità del non profit.
Il motto ” for benefit” è quello che indica la via di mezzo delle B Corp e io sono convinto che questa sia la strada che accompagnerà le nuove generazioni di imprenditori e delle persone che con loro vogliono migliorare il mondo partendo dalle imprese.

Cito un breve passaggio del libro; “Cambiamento”. E’ una delle tematiche difficile da concretizzare. Il “si è sempre fatto così” non solo rischia di essere d’ostacolo al cambiamento, ma puo’ diventare una vera e propria minaccia per l’esistenza di una Impresa.

Buona lettura

Fare i manager rimanendo brave persone. Istruzioni per evitare la fine del mondo (e delle aziende)

di Giuseppe Morici, Feltrinelli Universale economica, 2018, pag. 224

Passare dal considerare le attività imprenditoriali da soggetti economici con responsabilità sociale a soggetti sociali con responsabilità economica è una trasformazione culturale epocale a cui ci costringono le crisi dei vari modelli di gestione manageriale sinora utilizzati.

Orientamento al futuro, rispetto della persona e dell’ambiente inteso in ogni sua forma, sia interno all’azienda che esterno, considerando l’impatto complessivo di quello che proponiamo assieme all’assunzione di  responsabilità nel guidare verso un futuro che deve essere in buona parte ancora immaginato.

Tutto questo dandosi il tempo perché tutto ciò si realizzi.

Io, società a responsabilità illimitata

di Sebastiano Zanolli, Franco Angeli Editore, 2008, pag 109.

Essere imprenditori significa essere responsabili di un progetto sostenibile. La responsabilità passa anche attraverso la formazione e l’informazione.
Per poter produrre “buoni risultati” non esistono formule magiche e nemmeno scorciatoie e non esistono
neppure risposte certe al perché certe iniziative imprenditoriali funzionano ed altre si perdono. Ognuno
deve tracciare la propria strada verso un continuo miglioramento.
Il senso del libro del quale suggeriamo la lettura è quello di un compagno di viaggio che ci aiuta a rendere migliore il nostro pensiero di imprenditori.

“Nell’era della informazione l’ignoranza paga pochissimo. Ritornate a scuola. Per sempre”